La Picanto è pensata per un uso prevalentemente urbano: brillante
negli scatti, tocca i 70 Km/h in poco più di sette secondi e raggiunge i
100 Km/h in 14,12 s., prima di una Panda 1.2 o di una Atos Prime 1.1.
La Picanto si destreggia facilmente tra il caotico traffico
cittadino grazie anche a un servosterzo leggero e sufficientemente
preciso. Le dimensioni compatte facilitano i parcheggio e la seduta
abbastanza alta garantisce sempre una buona visibilità. Se a questo
aggiungete una frizione morbida e un assetto decisamente votato al
confort, otterrete un quadro che lascia ben poco spazio a eventuali
critiche.
Molto silenzioso al minimo, il compatto quattro cilindri coreano è
sufficientemente elastico, aiutato anche dai 947 kg di peso della vettura,
e si è dimostrato anche piacevolmente parsimonioso, come dimostrano i
consumi, con 15,6 chilometri percorsi in media. Superati i 4.500 giri, la
sua la rumorosità diviene però decisamente più avvertibile. E rollio e
sottosterzo sono il prezzo da pagare per le sospensioni morbide. Molto
bene i freni.
La linea della nuova Picanto nasce in Corea, nella sede centrale Kia
Motors a Hwasung, ma l'apporto della divisone Ricerca e sviluppo del
gruppo Hyundai–Kia di Russelsheim, in Germania, è risultato altrettanto
importante per disegnare una city car che piacesse anche in Europa, basta
guardare la curiosa griglia frontale o la linea particolare, ricca di
spoiler e minigonne.
Funzionalità è la parola d'ordine seguita nella progettazione degli
interni. La plancia è essenziale, siamo distanti dall'originalità della
Panda, e la strumentazione è composta da tre indicatori semi circolari
analogici, con una spia blu che sostituisce il classico termometro
dell'acqua, molto semplice e leggibile.
Sono ben 19 i vani portaoggetti disseminati nell'abitacolo e
particolarmente comodi si rivelano quelli in prossimità del cambio e
quello ricavato sotto il sedile destro. L'abitabilità è buona
specialmente per chi siede davanti, mentre dietro i più alti avranno
qualche problema a livello di testa e gambe.
Un limite evidente della piccola coreana è la modesta capacità del
bagaglio. Abbattendo i sedili posteriori, (lo schienale è frazionabile
60/40), i litri diventano 882, ma Atos Prime e Panda fanno meglio. In
compenso, l'assenza della ruota di scorta, qui sostituita dal Tyre
Mobility Kit con compressorino e liquido sigillante, si traduce in un vano
supplementare, diviso in due pratiche vaschette.
(Articolo su Automobilismo, Giugno2004) |